“Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati”

Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2026

Lo sforzo ecumenico, nel contesto storico odierno, è un segno essenziale di controtendenza. Lo scenario attuale, caratterizzato da divisioni, guerre, violenza a vari livelli, ci parla poco e niente di speranza, eppure il titolo proposto per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026 “uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio via ha chiamati” invita i cristiani a riflettere e a vivere l’unità non come semplice ideale ma come realizzazione del mandato divino.
Un solo corpo: l’apostolo Paolo con questa metafora indica la chiesa come una realtà che supera ogni barriera e tutti i confini. La diversità delle membra è armonizzata dalla sintonia d’intenti. Questa è la Chiesa: diversi per questioni geografiche, etniche o per tradizioni ma uniti dalla fede in Cristo e dall’unico desiderio di farlo conoscere. Unità, quindi, non vuol dire uniformità!
Quest’anno la nostra Diocesi vivrà l’impegno ecumenico in un tempo più prolungato che non si esaurirà il 25 gennaio. Come auspicato dal nostro Arcivescovo, si possano vivere momenti a livello vicariale o interparrocchiale e già la SPUC rappresenta un ottimo banco di prova. Diverse comunità si stanno organizzando per vivere insieme alcuni momenti di preghiera.
Il materiale è reperibile per tutti sul sito del Dicastero cliccando sul link https://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/settimana-di-preghiera-per-l-unita/semaine-de-priere-pour-l-unite-des-chretiens-20241/italiano.html
Ai sacerdoti si suggerisce l’utilizzo del formulario della Messa per l’unità dei cristiani (pagine 878-881 del Messale). Considerata l’occasione, questo formulario può essere utilizzato anche la Domenica e magari si può aggiungere un’intenzione alla preghiera dei fedeli.
Questa Settimana continui ad alimentare la comunione tra le nostre Comunità, tra tutti i credenti in Cristo, vincendo ogni divisione e diffidenza, promuovendo la cultura dell’incontro. Siano questi la nostra speranza e il nostro impegno.